Heretic: recensione della fede messa in trappola dentro una casa
Recensione senza spoiler di Heretic: Hugh Grant, due missionarie, una casa-trappola e la fede trasformata in dispositivo di paura.
LeggiFilm recenti, classici e cult letti per atmosfera, regia, immagini che restano addosso e posto nella storia dell'horror.
2024
1968
1961
2024
1964
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Recensione senza spoiler di Heretic: Hugh Grant, due missionarie, una casa-trappola e la fede trasformata in dispositivo di paura.
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Un horror domestico lucidissimo, dove il satanico diventa sistema sociale prima ancora che rituale.
Un classico in cui la paura resta viva perché nessuna spiegazione riesce a prosciugare l’ambiguità.
Un incubo freddo e metodico, più interessato alla contaminazione morale che allo spavento immediato.
Roger Corman firma una delle sue letture poeiane più compatte: un horror cromatico, politico e funebre, sostenuto da Vincent Price e dalla fotografia di Nicolas Roeg.
Caye Casas trasforma un mobile ordinario in una macchina di colpa: commedia nera, horror morale e suspense domestica senza consolazione.
Una vendetta shakespeariana elegante e feroce, sostenuta da un Vincent Price magnifico e da un gusto Grand Guignol ancora irresistibile.
Una ballata proibita diventa colpa, contagio e riflessione sull’etica dell’ascolto. Ipnotico più che esplosivo, ma con un’idea forte della voce come luogo infestato.
Tourneur trasforma una pergamena maledetta in un congegno di paura razionale, sospeso tra scetticismo, occultismo e demone troppo visibile.
Un’antologia irregolare ma compatta, capace di rinnovare il found footage con una vena sci-fi aliena e crudele.